PROSPETTIVA DEL PUBBLICO PASSEGGIO

 

Non si può scrivere della Prospettiva (Fontanone) senza citare il Pubblico Passeggio (Stradone), dal momento che l’opera architettonica fu voluta dai faentini come sfondo scenografico per le loro passeggiate nel nuovo viale.

I lavori di realizzazione del Pubblico Passeggio presentati nella seduta comunale il 26 febbraio 1816, vennero ultimati nel 1820.

Il viale alberato collega la Piazza ove si trova il Gioco del Pallone (Porta Montanara) con la zona di San Savino (Porta Imolese).

E’ lungo oltre settecento metri, con uno stradone centrale all'epoca riservato al transito delle carrozze, e due vialetti che lo costeggiano per i pedoni.

I viali dall’una e dall’altra parte saranno piantati con doppio filare di alberi di bell’ombra in distanza l’uno dall’altro di metri 4, che vengono ad essere lontani metri 8, da un albero e l’altro per ciascun filare. Questi arbori si pianteranno a buca, facendo uno scavo a quadratura di metri 4 e metri 1 e mezzo profonda. Le piante saranno rincalzate con terreno vergine che sarà levato dai luoghi opportuni, il suolo d’intorno all’albero verrà ricoperto per una sufficiente periferica con concime di buona qualità, in altezza di palmi 2. il fusto dell’albero verrà ricoperto con stuoie raccomandate a palo con vimini e spini, per protezione dagli animali.

La spesa è del seguente tenore. Per l’acquisto e l’impiantamento completo scudi 156:50. La manutenzione per anni 9 scudi 265:50”.

 

Totale e specie delle piante impiantate nel Pubblico Passeggio:

                                                                50             Platanus Orientalis

                                                                51            Gleditschia Triacantos

                                                                56            Bignonia Catalpa

                                                                52            Amelia Azedarach

                                                                52            Morus Papyriferus

                                                                52             Acer Negando

                                                                20            Mimosa Julibrissin

                                                                59            Robinia Pseudo Acacia

                                                                79            Ailantus Glandulosa

 

Il Pubblico Passeggio venne finalmente ultimato nel 1818. Nei giorni festivi e nei caldi pomeriggi d’estate, i faentini passeggiavano per il nuovo Viale godendo della frescura e della vista delle carrozze con a bordo nobili e possidenti della città.

Il Viale però, dal lato del Foro Boario (che si trovava nel luogo in cui oggi vi è il giardino pubblico il Tondo), terminava con la vista di campi e orti incolti. Nacque in quel momento l’idea di realizzare un complesso architettonico, una scenografia che renda piacevole la passeggiata anche alla vista.

Fu deciso di lanciare una pubblica sottoscrizione tra i cittadini che aveva come scopo di reperire i 1000 scudi, necessari alla realizzazione del progetto.

Venne indetto un concorso al quale parteciparono i migliori architetti della città che presentarono i progetti più diversi (le copie fedelmente riprodotte sono visibili e acquistabili all’interno di FONTANONEARTE). Purtroppo, come vedremo in seguito, la sottoscrizione non raggiunse la cifra prevista di 1000 scudi, ma esattamente la metà. Fu necessario quindi sospendere il concorso e l’incarico di realizzare la Prospettiva venne affidato all’architetto Pietro Tomba.

 

 

 

 

Archivio di Stato - Ravenna - Sez. di Faenza

Atti della Magistratura

 

GOVERNO PONTIFICIO

Nella Residenza della Magistratura questo di 13 febbraio 1824

Davanti agli Ill.mi Signori.

Conte Antonio Margotti – Gonfaloniere

Tommaso Montanari e Alessandro Ginnasi – Anziani.

Previo invito fatto giungere a tutti gl’individui che si obbligano a corrispondere la somma di scudi 2.40 a testa per la costruzione di una Prospettiva incontro al Pubblico Passeggio, sono intervenuti i qui a piè descritti all’oggetto di deliberare sopra la scelta dell’analogo disegno, e sopr’alcuni indispensabili modificazioni al progetto nel manifesto dell’agosto 1823, di cui si unisce un esemplare assieme ad un esemplare del suddetto invito.

Essendo trascorsa l’ora stabilita il lodato sig. Gonfaloniere ha dichiarato aperta la seduta, e si è espresso nei seguenti termini.

Il numero dei contribuenti per si bell’opra è stato minore di quello che si era immaginato; non essendosi potuto raccogliere nemmeno la metà; talché la somma disponibile non sorpassa scudi 500. Tuttavia qualora si voglia rinunziare al benefizio della Lotteria proposta in detto manifesto, si ha modo con tal somma di costruire una Prospettiva, se non così grandiosa, come appariva dal disegno mandato in giro, decorosa però abbastanza per abbellire senza incontrare una ragionevole censura.

Fra i disegni che vi presento ve ne sarebbe alcuno che potrebbe servire all’intento, non importando la sua esecuzione una spesa maggiore degl’indicati scudi 500.

Siccome però ho considerato, che mal si potrebbe qui al momento da noi concepire tutti quei riflessi conducenti alla scelta del miglior partito, ed essendo venuto in cognizione esservi Persona intelligente, che sta componendo un nuovo disegno forse più adattabile alle circostanze, così mi parrebbe ben fatto, che invece nominassimo quattro soggetti di piena nostra confidenza, i quali unitamente alla Deputazione del Pubblico Passeggio, esaminassero con maturità di consiglio, non solo i disegni già presso di noi, ma pur anche di provarne degli altri, e facessero la scelta di quello, la di cui spesa stesse nel limite della suddetta somma.

Se convenite in questo mio parere, e soprattutto rinunziate al benefizio della Lotteria, potremo occuparci della indicata nomina per via di schede secrete, ritenendo che si avranno per prescelti quelli che riporteranno maggiori schede.

Intanto aggradite li protesti della mia stima

Firmato. C.te  A. Margotti – Gonfaloniere

 

Avendo per acclamazione tutti gl’intervenuti non solo convenuto nel progetto dell’Ill.mo  sig. Gonfaloniere, ma pur anco rinunciato al benefizio della Lotteria, si sono raccolte le schede, le quali hanno dato le seguenti nomine.

Conte Giuseppe Tampieri, Conte Francesco Gessi, Domenico Pianori, Pasquale Saviotti.

Prima dello scioglimento dell’adunanza i sig.ri intervenuti hanno esternato il desiderio che sia altrove traslocato il mercato bovino, ed hanno pregato il sig. conte Gonfaloniere a volere procurare una tale traslocazione.

Seguono i nomi dei sig.ri intervenuti.

Antonio Frasassi (Sotto Direttore di Polizia), c.te Giuseppe Tampieri, c.te Luigi Rondinini, Tommaso Ballanti, Don Luigi Querzola, c.te Francesco Gessi, Pasquale Saviotti, Domenico Gallamini, Pietro Tomba, Giacomo Fattori, Paolo Fattori, Innocenzo Balelli, Sante Bosi, Giovanni Francia, Francesco Bissoni, Angelo Bassi, c.te Tommaso Gessi, Battista Guidi, Filippo Bucci, Giuseppe Brunetti, don Tommaso Baccarini, dr. Pietro Guidi, Antonio Ballanti, Domenico Pianori, Giuseppe Canalini, Francesco Maccolini, Giacomo Serantoni, Matteo Gallanzi, don Giuseppe Granellini, don Gesualdo Ronchi, Luca Morini, Luigi Mamini, Cristoforo Passanti, Michele Zimbelli, Alessandro Foschini.

            Gli stessi intervenuti, unitamente alla Magistratura hanno pure mostrato desiderio, che si adorni la suddetta Prospettiva coll’Arma del Sommo Pontefice con analoga iscrizione, previ i dovuti permessi.

 

Tutto è chiuso il presente Atto

IL GONFALONIERE A. MARGOTTI

MONTANARI –GINNASI.


 

Archivio di Stato di Ravenna – Sezione di Faenza
Atti della Magistratura
Originale di uno dei moduli sottoscritti dai faentini per la contribuzione della Prospettiva

 

Trascorsero due anni e un’altra idea che riguarda la Prospettiva venne ai faentini; visto che il Pubblico Passeggio era sempre affollato e alle volte faceva veramente caldo, perché non mettere una caffetteria per rendere ancora più gradevole il tutto?

Detto e fatto, ecco che la proposta approdò al Consiglio Comunale.

 

 

CONSIGLIO COMUNALE 25 FEBBRAIO 1828

 

Progetto di locazione di due Botteghini da Caffè esistenti nel Teatro Comunale e del Caffè posto nella Prospettiva del Pubblico Passeggio.

1.      Si daranno in affitto per un novennio, gradibile di tre anni in tre anni, a piacimento delle parti i Botteghini da Caffè e Pasticceria esistenti nel Teatro Comunale ed il Caffè nella Prospettiva.

2.      L’affitto del Caffè della Prospettiva resta vincolato a Capitoli giù appresso indicati.

3.      Quello de suddetti Botteghini sarà soggetto alle seguenti condizioni.

4.      Dovrà l’affittuario tenere aperto ogni sera di Teatro, e ben provveduto l’uno e l’altro di generi di buona qualità, cioè il primo di caffè, gelati, acque sciolte, dolci, confetture, rosoli, vini navigati, rum, e ogni altro relativo al servizio di Caffè; ed il secondo di vini nostrani, pane, salame, prosciutto, parmigiano, ed altre vivande relative al servizio di pasticceria, e trattoria.

5.      Non potrà alterare i prezzi ordinari de generi medesimi, ma dovrà conservare quelli che si usano fuori del Teatro.

6.      Saranno mantenuti i detti Botteghini colla maggiore decenza, proprietà e polizia possibile, ed in caso contrario la Deputazione de’ Pubblici Spettacoli obbligherà l’affittuario a prestarsi a questo dovere.

7.      In ogni altra cosa relativa alla locazione di cui si tratta, dovrà l’affittuario dipendere dalla lodata Deputazione, per ciò che si riferisce ai Botteghini del Teatro e da quello della Prospettiva, prestandosi a tutto ciò che gli venisse ordinato per un migliore servizio, ne’ limiti dell’onesto. In caso contrario si procederà a sue spese.

8.      In corrispettiva de’ lucri, che l’affittuario ritrarrà dall’affitto suddetto, pagherà alla Comune di semestre in semestre anticipatamente le seguenti corrispondenze annue; i Botteghini del Teatro scudi 40, vale a dire 25 per Carnevale e 15 per San Pietro. Del Caffè della Prospettiva scudi 7 in tante buone valute d’argento, esclusa ogni altra moneta.

9.      Si assicurano perciò due aperture de’ Teatro, una per Carnevale e l’altra per San Pietro, mancando una di esse si defalcherà la corresponsione di sopra stabilita. Nel resto l’affitto s’intende dato a fuoco e fiamme, senza che l’affittuario possa per qualunque disgrazia pretendere alcun ristoro, e diminuzione di corrisposta alla comune.

10. Si formerà all’atto della consegna de predetti locali, l’inventario degli infissi e mobili ivi esistenti, e dalla fine dell’affitto l’affittuario dovrà restituire il tutto piuttosto migliorato, che per sua colpa, deteriorato.

11. Si darà un idonea garanzia del Contratto, e le spese del medesimo saranno a carico dell’affittuario.

 

Capitoli da osservarsi dall’affittuario del Caffè della

Prospettiva del Pubblico Passeggio.

 

1.      L’affitto durerà un novennio d’aver principio con 20 giugno 1828 e da terminare col 19 di detto mese dell’anno 1837.

2.      La corrisposta annua dovrà pagarsi di semestre in semestre anticipatamente, a meno che la Comune non si compensi colla provvista di generi da caffè, in occasione di arrivi e permanenza di Personaggi Distinti ed in altre circostanze, quante volte piaccia alla Magistratura di servirsi dell’affittuario.

3.      L’affittuario riceverà il locale con descrizione anche degli infissi che avrà cura di mantenere da Uomo Dabbene, e restituire piuttosto migliorati che per sua colpa deteriorati.

4.      Dovrà tenere aperto tutti i giorni il Caffè e provvederlo di ogni genere di Caffetteria, per lo meno i mesi di Giugno, Luglio, Agosto, e Settembre, due ore prima ed un ora dopo l’Ave Maria, procurando d’illuminarlo meglio che sia possibile.

5.      Sarà tenuto di fornire il locale di mobili puliti, e adattati possibilmente alla pittura, e agli infissi.

6.      Le spese del Contratto saranno a carico dell’affittuario.

7.      E’ assolutamente vietato di vendere altri generi che non sono di caffetteria, come sarebbe salame e vino.

8.      Avrà diritto l’affittuario di prendere l’acqua dal Pozzo della Fontana per uso del locale.

9.      All’occasione d’impresa del Gioco del Pallone, avrà la privativa di stabilire nel recinto del medesimo un Caffè in quel luogo, e con quelle riserve che piacerà fissare dalla Deputazione apposita.

10. Già s’intende, che tanto al Teatro, che al Gioco del Pallone, avranno libero ingresso gli inservienti addetti al Caffè, nel limite puramente necessario.

 

Registrato in Faenza li 22 Luglio 1828 al Vol. 16 atti privati foglio 4 con quattro pagine senza postille.

Il Gonfaloniere Pietro cav. Mazzolani

Segretario F. Bissoni. 

 

 

 

Archivio di Stato – Sezione di Faenza

Atti della Magistratura

 

Ill.mo sig. Sindaco di Faenza.

Io Rambelli Giuseppe chiedo rispettosamente di aprire nel giorno festivo di Domenica 2 giugno il locale della Prospettiva del Pubblico Passeggio ad uso di Pubblico Caffè.

 

 

Regnando Sua Maestà Vittorio Emanuele II RE d’Italia

Il Sindaco di Faenza

Permette al nominato Giuseppe Rambelli di Baldassarre di professione Caffettiere, di aprire un Caffè nella Prospettiva del Pubblico Passeggio di Faenza pel sol giorno di domenica 2 giugno, nella circostanza della straordinaria festa della proclamazione dello Stato del Regno d’Italia, a condizione che si uniformi alla disciplina di polizia, ed obbedisca agli ufficiali di Pubblica Sicurezza.

Dalla Residenza Municipale 29 maggio 1861.

 

L’esperimento della caffetteria nel Pubblico Passeggio sembra riuscito bene come dimostra la lettera seguente.

 

 

 

Faenza 4 giugno 1861

Istante la benigna compiacenza delle S.V.Ill.ma  nel permesso accordato al caffettiere Giuseppe Rambelli di aprire domenica scorsa un caffè nella Pubblica Prospettiva, il medesimo fiducioso ugualmente nella generosità di  V.S. espone ora di aprire il sudetto Caffè  tutti i giorni festivi di tutta questa Estate, uniformandosi a tutte quelle prescrizioni stabilite nella licenza rilasciata al sudetto per la domenica passata.

 

N°2614 10 giugno 1861

Regnante Sua Maestà Vittorio Emanuele II

Il Sindaco di Faenza Cav. Gaetano Carboni.

Permette a Giuseppe Rambelli di aprire un Caffè nella Pubblica Prospettiva limitatamente ai giorni festivi sino al termine dell’agosto prossimo, a condizioni che non permetta giochi d’azzardo e d’Invito, e con obbligo di presentare licenza agli uffici di Pubblica Sicurezza, e anche ai Regi Carabinieri quando sia richiesto.